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Domande Frequenti


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E' obbligatorio iscrivere i cani di proprietà all'anagrafe canina?

PREVENZIONE DEL RANDAGISMO, TUTELA DEGLI ANIMALI D'AFFEZIONE, ANAGRAFE CANINA, LEGGE REGIONALE N.16/06 E SUCCESSIVE MODIFICHE

E' obbligatorio iscrivere i cani di proprietà all'anagrafe canina regionale identificati tramite microchip.

Il proprietario o il detentore a qualsiasi titolo di un cane è tenuto ad identificare tramite microchip e ad iscrivere il proprio animale all'anagrafe canina regionale presso il servizio veterinario dell'asl o presso i veterinari liberi professionisti accreditati, nonchè a segnalare il suo trasferimento, la scomparsa o la morte entro 15 giorni dall'evento. L'identificazione tramite microchip e la contestuale iscrizione all'anagrafe dei cuccioli deve avvenire entro i primi trenta giorni di vita.

SANZIONI: per non aver identificato e iscritto il proprio cane all'anagrafe canina, ART.7, legge regionale 16/06 sanzione amministrativa da Euro 25,00 a euro 150,00.

PER INFORMAZIONI, servizio veterinario Asl Provincia di Monza e Brianza

MONZA: via De Amicis, 17         Tel: 0392384611-614

BESANA B.ZA: via S.Siro, 25/A    Tel: 0362996252

USMATE VELATE: via Roma, 85   Tel: 0396288028-29

DESIO: via Novara, 3                 Tel:0362304822-75
 

SPIAGGE VIETATE AI CANI: SPUNTANO I DIVIETI COMUNALI ILLEGALI.

Nei mesi estivi sulle spiagge italiane spuntano come funghi i cartelli contenenti il divieto di portare il nostro amico peloso in spiaggia motivando molto spesso tale divieto con questioni di igiene pubblica.

Attenzione!! almeno la metà dei divieti che spuntano nei mesi estivi sono illegali.

Per poter vietare l'ingresso ai bagnanti con fido al seguito occorre che i comuni emettano un'ordinanza.


Tale ordinanza deve:
- prevedere il divieto motivato e l'estensione oraria di tale divieto;
- essere firmata dal sindaco, da un 'assessore delegato o dal comandante dei vigili urbani;
- essere pubblicata sugli albi pretori dei singoli comuni.

Se manca solo una di queste indicazioni,l'ordinanza non è valida.
Ma non è tutto: infatti anche i cartelli che prevedono tale divieto devono recare sul retro il numero dell'ordinanza comunale di riferimento e la data di scadenza.
Altrimenti se pure in presenza di una ordinanza regolarmente firmata il divieto è da considerarsi nullo.

Pertanto invitiamo tutte le famiglie ed i proprietari di cani che decidono di portare fido in spiaggia a verificare che esistano realmente le ordinanze e che i cartelli di divieto contengano le informazioni regolamentari, altrimenti qualunque richiesta di allontanarsi dalla spiaggia con il proprio cane, fatta anche dai vigili, è illegale e ogni eventuale multa impugnabile davanti al giudice di pace e quindi contestabile senza essere preventivamente pagata.

Invitiamo tutti i possessori di cani che decidono di portare i loro animali in spiaggia a verificare la regolarità dei cartelli di divieto e se possibile a fotografarli con il telefonino specialmente se sono illegali come nella metà dei casi che ci vengono segnalati.

Lorenzo Croce presidente AIDAA sottolinea che è importante anche fare un salto in municipio per vedere se esiste la relativa ordinanza di divieto. Sono molti infatti i comuni che si limitano a piantare i divieti sulle spiagge e ad incassare le relative, salate,multe senza aver emesso ordinanze o senza aver messo i cartelli di divieto regolamentari.
A fronte dell'illegalità diffusa da parte delle amministrazioni comunali, occorre che i cittadini imparino a difendersi e a far valere i propri diritti fino in fondo.
Se si trovano situazioni del genere segnalarle al servizio online segnalazionereati@libero.it di AIDAA, meglio se con foto allegata.


Per info 3478883546-3926552051

 

Cosa faccio se trovo un micino appena nato?

Se trovate in un gattino piccolissimo, che ha ancora le orecchie piegate, gli occhi chiusi o appena aperti ma ciechi, è sicuramente un micino appena nato e molto indifeso. Ha bisogno di voi!

Temperatura: il micio deve stare in un ambiente in cui la temperatura sia di circa 30°C. Dovete quindi preparare una specie di incubatrice: ad esempio una scatola con dentro una borsa dell'acqua calda (da sostituire appena si raffredda), rivestita con un panno pulito di cotone (la lana è da evitare perchè ha dei pelucchi pericolosi)

Cibo: ci vuole un latte il più possibile simile a quello materno, quindi quello di mucca non va bene, tanto peggio se allungato con acqua.
Nei migliori negozi per animali e in alcune farmacie si compra il latte in polvere per cuccioli, da preparare seguendo le istruzioni. Altrimenti si può utilizzare il latte di capra che si trova anche nei supermercati.

Manipolazioni corrette: il latte va dato con un biberon su misura o con una siringa (senza ago), sempre con molta calma e con molta attenzione a non soffocare il piccolo.
Il micino ha bisogno di essere nutrito ogni due-tre ore, anche di notte.
Dopo il pasto è necessario massaggiargli con delicatezza il pancino, per farlo digerire, e, usando un po' di ovatta inumidita, l'ano e i genitali per farlo evacuare. Il gattino deve crescere di peso ogni giorno.

Nel caso di diarrea: non si devono usare i fermenti lattici, che possono peggiorare la situazione, ma , chiedendo consiglio al veterinario, si somministrano degli antibiotici.

Dopo i 30 giorni: si può iniziare a svezzarlo con cibo in scatola di buona qualità.

Cosa stabilisce l'ordinanza cani pericolosi del sottosegretario Francesca Martini?

Un'ordinanza che mette ordine

Vista l’Ordinanza del Ministro della Salute del 14 gennaio 2008, concernente “Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 23 del 28 gennaio 2008;

Ritenuto di dover sostituire detta Ordinanza eliminando l’allegato A in quanto non solo non ha ridotto gli episodi di aggressione ma, come confermato dalla letteratura scientifica di Medicina Veterinaria, non è possibile stabilire il rischio di una maggiore aggressività di un cane sulla base dell’appartenenza ad una razza o ai suoi incroci;

Ritenuta la necessità e l’urgenza di mantenere, in attesa dell’emanazione di una disciplina normativa organica in materia, disposizioni cautelari a tutela dell’ incolumità pubblica;

il Sottosegretario di Stato On.le Francesca Martini emana la seguente ordinanza:

Art. 1.

1 Il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall’animale stesso.

2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà ne assume la responsabilità per il relativo periodo.

3. Ai fini della prevenzione dei danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure:

 

a. utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt. 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni;

b. portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle Autorità competenti;

c. affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;

d. acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore;

e. assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive.


4. Vengono istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani con rilascio di specifica attestazione denominata patentino. Detti percorsi sono organizzati da parte dei Comuni congiuntamente con le Aziende Sanitarie Locali, in collaborazione con gli Ordini professionali dei Medici Veterinari, le Facoltà di Medicina Veterinaria, le Associazioni Veterinarie e le Associazioni di protezione degli animali.

5. Detti percorsi formativi sono da considerarsi obbligatori per i proprietari di cani impegnativi. I Comuni in collaborazione con i Servizi Veterinari, sulla base dell’Anagrafe canina regionale, decidono nell’ambito del loro compito di tutela dell’incolumità pubblica quali proprietari di cani chiamare ad assolvere a tale obbligo.

6. Le spese riguardanti i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane.

7. Il Medico Veterinario libero professionista informa i proprietari di cani in merito alla disponibilità dei percorsi formativi e, nell’interesse della salute pubblica, segnala ai Servizi Veterinari la presenza di cani impegnativi tra i suoi assistiti.

8. Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con proprio decreto, emanato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente ordinanza, stabilisce i criteri e le linee guida per la programmazione dei corsi di cui al comma 4.
 
   

Art. 2.

1. Sono vietati:

 

a) l’addestramento di cani che ne esalti l’aggressività;

b) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l’aggressività;

c) la sottoposizione di cani a doping, così come definito all’articolo 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376;

d) gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, con particolare riferimento a:

 

1) recisione delle corde vocali;

2) taglio delle orecchie;

3) taglio della coda, fatta eccezione per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute alla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard, sino all’emanazione di una legge di divieto generale specifica in materia. Il taglio della coda, ove consentito, deve essere eseguito e certificato da un medico veterinario, entro la prima settimana di vita dell’animale;


e) la vendita e la commercializzazione di cani sottoposti agli interventi chirurgici di cui alla lettera d).


2. Gli interventi chirurgici su corde vocali, orecchie e coda sono consentiti esclusivamente con finalità curative e con modalità conservative certificate da un medico veterinario. Il certificato veterinario segue l’animale e deve essere presentato ogniqualvolta richiesto dalle autorità competenti.
3. Gli interventi chirurgici effettuati in violazione al presente articolo sono da considerarsi maltrattamento animale ai sensi dell’articolo 544 ter del codice penale.
4. E’ fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse.    

Art. 3

1. Fatto salvo quanto stabilito dagli articoli 86 e 87 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954 n. 320 “Regolamento di Polizia Veterinaria”, a seguito di morsicatura od aggressione i Servizi Veterinari sono tenuti ad attivare un percorso mirato all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale e della corretta gestione da parte del proprietario.

2. I Servizi Veterinari, nel caso di rilevazione di rischio potenziale elevato, in base alla gravità delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose, stabiliscono le misure di prevenzione e la necessità di un intervento terapeutico comportamentale da parte di medici veterinari esperti in comportamento animale.

3. I Servizi Veterinari devono tenere un registro aggiornato dei cani identificati ai sensi del comma 2.

4. I proprietari dei cani inseriti nel registro di cui al comma 3 provvedono a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e devono applicare sempre sia il guinzaglio che la museruola al cane quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico.
 
   

Art. 4

1. E’ vietato possedere o detenere cani registrati ai sensi dell’articolo 3, comma 3:

 

a) ai delinquenti abituali o per tendenza;

b) a chi e’ sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale;

c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni;

d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva o decreto penale di condanna, per i reati di cui agli articoli 727, 544-ter, 544-quater, 544-quinques del codice penale e, per quelli previsti dall’art. 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189;

e) ai minori di 18 anni, agli interdetti ed agli inabili per infermità di mente.

   

Art. 5

1. La presente ordinanza non si applica ai cani in dotazione alle Forze Armate, di Polizia, di Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco.

2. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 3, lettere a) b) e all’articolo 2, comma 4 non si applicano ai cani addestrati a sostegno delle persone diversamente abili.

3. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 3, lettere a) e b) non si applicano ai cani a guardia e a conduzione delle greggi e ad altre tipologie di cani comunque individuate con proprio atto dalle Regioni e dai Comuni.
 
   

Art. 6

1. Le violazioni delle disposizioni della presente ordinanza sono sanzionate dalle competenti Autorità secondo le disposizioni in vigore.
 
   

Art 7

1. La presente ordinanza, inviata alla Corte dei conti per la registrazione, entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed ha efficacia per 24 mesi a decorrere dalla predetta pubblicazione.

QUALI SONO LE NORME IN VIGORE SU ESCHE AVVELENATE?

Sulla G.U. n. 13 del 17.01.2009 è stata pubblicata l'Ordinanza Ministeriale 18.12.2008 "Ordinanza contingibile ed urgente concernente norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati", a firma del Sottosegretario Francesca Martini.

 L'ordinanza  - oltre al divieto a chiunque di utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare, abbandonare esche e bocconi avvelenati - stabilisce tra l'altro che:

- il proprietario di un animale deceduto a causa di esche avvelenate deve segnalarlo alle autorità competenti;

- le ditte specializzate in derattizzazioni/disinfestazioni devono effettuare le operazioni in modo da non nuocere a persone e animali, e pubblicizzare gli interventi tramite avvisi esposti nelle zone interessate;

- il Veterinario che emetta diagnosi di sospetto avvelenamento di animale domestico o selvatico deve darne immediata comunicazione al Sindaco e al Servizio Veterinario ASL. In caso di decesso dell'animale deve inviarne le spoglie all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale competente per territorio, per l'autopsia;

- il Sindaco, al quale sia pervenuta segnalazione di sospetto avvelenamento di animale domestico o selvatico, deve disporre immediatamente l'apertura di una indagine e, se necessario,  provvedere ad attivare la bonifica dell'area interessata;

- i produttori di presidi medico-chirurgici, di fitosanitari e di topicidi, ratticidi, lumachicidi e nematodicidi, devono aggiungere al prodotto una sostanza che lo renda sgradevole ai bambini e agli animali non bersaglio. Le esche devono essere accessibili solo agli animali bersaglio.

QUALI SONO LE MODIFICHE APPORTATE ALLA LEGGE RANDAGISMO?

Sono entrate in vigore le modifiche alla L.R. n. 16/2006Lotta al Randagismo e Tutela degli animali

Al seguente link potrete leggere copia del BURL n.52 del 27 Dicembre 2008 - 1° Supplemento Ordinario con riportato il testo della legge regionale 23 dicembre 2008 n.33 dove, all'articolo 9 sono riportate le modifiche che riguardano la legge relativa al randagismo.

Cosa cambia:

- NEGOZI DI ANIMALI: già da oggi è vietato esporre nelle vetrine dei negozi e all'esterno degli stessi, TUTTI gli animali normalmente commercializzati come animali da compagnia (sanzione amministrativa da 500 a 3000 euro)

- VENDITA ANIMALI: vietato vendere a minorenni qualsiasi animale da compagnia

- STERILIZZAZIONI: obbligo sterilizzazione dei cani (maschi e femmine) nei canili sanitari

- CANILI PRIVATI: i privati imprenditori non sono più soggetti abilitati a gestire canili 

Buona lettura

 

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